L’età è il principale fattore di rischio


Le malattie delle valvole cardiache possono essere congenite, ovvero una persona può esserne affetta alla nascita, oppure possono svilupparsi nel corso della vita. Le cause possono essere: danni da calcificazione legati all’età, altre malattie cardiovascolari e infezioni. L’età è il principale fattore di rischio: si stima che un over 75 su 8 abbia una malattia delle valvole cardiache classificata da moderata a grave.

 

I sintomi


I sintomi delle malattie delle valvole cardiache sono: affaticamento, fiato corto (dispnea), vertigini, palpitazioni, dolore al petto (angina), difficoltà a muoversi. Queste malattie si manifestano, in genere, dopo i 65 anni di età. La stenosi aortica può non mostrare sintomi evidenti, soprattutto negli stadi iniziali e nelle forme meno gravi. I sintomi della malattia della valvola mitrale si verificano in genere tra i 40 e i 50 anni e si evidenziano con senso di affaticamento, fiato corto e talvolta tosse.

Le malattie delle valvole cardiache sono curabili, ma devono essere diagnosticate tempestivamente. Auscultare il cuore con uno stetoscopio è il primo passo che ciascun medico di medicina generale può compiere: permette di sentire il caratteristico “murmure” o “soffio”, che rappresenta il primo indicatore di un problema alle valvole cardiache. Successivamente, per avere conferma, si procede con ulteriori esami, quali un elettrocardiogramma o un’ecocardiografia, e con un consulto specialistico.

 

Le cure


Le malattie delle valvole cardiache possono essere curate, a seconda della gravità, attraverso terapie farmacologiche o con la cardiochirurgia. Se diagnosticate e curate tempestivamente, si può riacquistare una buona qualità di vita.
Per quanto attiene agli interventi di cardiochirurgia una valvola cardiaca danneggiata può essere riparata o sostituita con tecniche che sono state migliorate nel corso degli ultimi anni e con la messa a punto di procedure minimamente invasive.

Sostituzione o riparazione valvolare

La chirurgia valvolare ha dimostrato, in oltre 50 anni, di essere un metodo di cura molto efficace. La valvola malata può essere riparata con un anello che sostiene la valvola danneggiata; questa metodica viene spesso utilizzata per la valvola mitrale o la tricuspide. L’alternativa è la sostituzione della valvola con una protesi meccanica o biologica (realizzata con tessuto animale). L’intervento dura alcune ore e prevede un ricovero di qualche settimana e la successiva riabilitazione.

TAVI (Impianto di valvola aortica per via transcatetere)

Quando, per le gravità della malattia o per la presenza di altre malattie non è possibile essere sottoposti a un intervento cardiochirurgico di sostituzione della valvola aortica, si può ricorrere alla TAVI. La TAVI permette la sostituzione della valvola aortica attraverso una piccola incisione, di solito all’inguine. L’intervento di solito dura al massimo un’ora e i pazienti tornano a camminare 24-48 ore dopo. In genere, il recupero è molto più rapido rispetto alla sostituzione valvolare chirurgica.

Qualora vi sia stata diagnosticata una malattia delle valvole del cuore consultate il vostro cardiologo che sarà in grado di consigliarvi la soluzione più appropriata.

Tassi di sopravvivenza dopo l’insorgenza dei sintomi

Due anni dopo

Cinque anni dopo